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Aiutiamo la natura – storia per bambini: due bambini con il cappellino raccolgono i rifiuti sotto un albero d'autunno

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Aiutiamo la natura

Il variopinto signor Autunno stava per andarsene. Le foglie colorate erano tutte cadute a terra e la brezza autunnale si stava trasformando nel vento freddo della gelida Signora dell’Inverno. Quel giorno di novembre, però, non era un giorno di scuola come gli altri: niente lezioni, perché i bambini avevano deciso di uscire all’aria aperta. Al parco, però, non videro soltanto l’ultima magia del signor Autunno, cioè le foglie colorate che coprivano il prato, ma anche i rifiuti lasciati lì da persone poco responsabili.

Così i bambini e le loro maestre decisero di raccogliere insieme tutta la sporcizia buttata per terra. Così avrebbero aiutato non solo il signor Autunno, perché il suo bel tappeto di foglie si vedesse meglio, ma anche la natura.

«Io non ne ho voglia!» brontolavano sottovoce Adelina e il suo amico Michelino, mentre aspettavano in fila con i compagni, divisi in gruppetti. I bambini, tutti imbacuccati, ricevettero un paio di guanti e un sacchetto per i rifiuti.

«Che li raccolga chi li ha buttati!» si sentì dal gruppo accanto, quello dei ragazzi più grandi. «Esatto!» aggiunse un altro, che stava giocando col telefonino. La maestra sorrise ai bambini e spiegò: «Sapete, non tutti sono responsabili e buttano i rifiuti nel cestino. E così rovinano non solo questo bel parco, ma anche la natura.»

«E oggi non faremo lezione e nemmeno giocheremo col telefonino: daremo una mano al parco, perché torni pulito e sicuro, non solo per noi, ma anche per gli animaletti che ci vivono» aggiunse un maestro.

«Ma perché dobbiamo farlo proprio noi?» chiese Adelina, arrabbiata. «Perché la natura soffre sotto tutti questi rifiuti. La spazzatura va nel cestino, e noi così possiamo aiutarla almeno un pochino. E adesso guanti sulle mani e via, a riempire i sacchetti!» dissero le maestre e i maestri. I bambini si sparpagliarono per il parco a gruppetti, e le maestre e i maestri passavano tra loro ad aiutarli. Ad Adelina non piaceva per niente raccogliere da terra le carte appiccicose della cioccolata o le bottiglie di plastica.

«Che schifooo!» disse la bambina, mettendo i rifiuti nel sacchetto. «Guarda, là c’è qualcosa!» gridò Michelino, che aveva notato un sacchetto di plastica muoversi in un cespuglio. Ma la spazzatura non si muove da sola, solo col vento, e adesso soffiava appena una brezzolina fresca. Adelina prese un bastoncino secco dall’erba e diede un colpetto al sacchetto. Da lì venne un fischiettio sottile. Che cosa poteva essere? Adelina non ci pensò due volte e, insieme a Michelino, aprì piano piano il sacchetto. Dentro c’era un riccetto, con le zampette davanti tutte impigliate nella plastica. Adelina corse dalla maestra a chiedere aiuto. E così, con l’aiuto della maestra, i bambini liberarono il piccolo riccio.

Il riccio saltò su tutto felice, sorrise ai suoi salvatori e sparì tra i cespugli. «Visto? Raccogliere i rifiuti serve eccome! Avete appena salvato la vita a un piccolo riccio» disse la maestra, orgogliosa. I bambini fecero sì con la testa. Allora serve davvero! E così Adelina e Michelino, fieri della loro impresa da eroi, raccolsero tutti i rifiuti che trovavano e raccontarono la storia del riccio impigliato a tutti i compagni. I bambini raccoglievano la spazzatura con più entusiasmo che mai. Avevano capito quanto è importante proteggere la nostra natura. Non si sa mai quale animaletto possa avere bisogno d’aiuto. Non solo un riccio, ma anche un uccellino o un bambino piccolo può restare impigliato nei rifiuti o prendersi qualche brutto microbo.

Alla fine i bambini ripulirono tutto il parco e decisero, insieme alle maestre, di andare anche nel parco vicino alla scuola. E ogni volta che vedranno un rifiuto per terra, si metteranno un guanto o un sacchetto sulla mano e lo butteranno nel cestino, dove deve stare. E adesso lo sappiamo tutti: la spazzatura va nel cestino, non per terra.

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