
Favole della buonanotte
La principessa sul pisello
Tanto tempo fa, in mezzo a grandi boschi e prati, sorgeva uno splendido castello con torrette che arrivavano fino alle nuvole. Ci viveva un giovane principe che desiderava una cosa sola: trovare una vera principessa con cui passare la vita. Non voleva accontentarsi di una sposa qualunque. Voleva che la sua prescelta fosse una principessa vera, con una grazia e delle virtù che nessuno potesse mettere in dubbio.
Decise allora di girare il mondo per trovarla. Sellò il suo fedele destriero e attraversò regni lontani e vicini, monti, valli e mari. Visitò castelli e palazzi e conobbe tante fanciulle che dicevano di essere principesse. Alcune erano belle, altre sagge, altre ancora spiritose, ma il principe non era mai sicuro che una di loro fosse una principessa vera. Come capirlo? A poco a poco perse la speranza e quando, dopo tanti mesi, tornò al suo castello, aveva il viso triste e il cuore pesante.
Una notte di tempesta, mentre il cielo era nero come l’inchiostro e il vento ululava intorno alle mura del castello, successe una cosa inaspettata. La pioggia sferzava la campagna, i lampi attraversavano il cielo e i tuoni facevano tremare la terra, quando in mezzo a quella bufera qualcuno bussò con forza al pesante portone. Il principe, svegliato dal rumore, andò ad aprire da solo, perché i servitori, con quel buio e quel frastuono, avevano paura di uscire dal letto.
Davanti al portone c’era una giovane fanciulla, bagnata dalla testa ai piedi. L’acqua le gocciolava dai capelli, il vestito le stava appiccicato addosso e dalle scarpette usciva acqua come da due ruscelli. «Sono una principessa» dichiarò con voce ferma, anche se in quel momento faceva piuttosto pena. I servitori e la madre del principe, che nel frattempo erano arrivati alla porta strascicando i piedi, non le credettero granché. «Una principessa? Ridotta così?» borbottavano tra loro. La regina, donna saggia e astuta, decise di metterla alla prova per scoprire la verità.
Andò in una delle stanze e preparò il letto. Prima tolse tutte le coperte e sul fondo del letto mise un solo, minuscolo pisello. Poi ci sistemò sopra venti materassi spessi, uno sull’altro, e in cima ancora venti piumini morbidi, così gonfi che ci si poteva perdere dentro. «Dormirai qui» disse alla fanciulla con un sorriso.
La fanciulla, stanca e infreddolita, si arrampicò sul letto e si mise a dormire. La regina non vedeva l’ora che arrivasse il mattino per sapere come aveva dormito la sconosciuta. Quando i primi raggi di sole bucarono le nuvole e la fanciulla scese dal letto, la regina le chiese subito: «Allora, dimmi, cara, come hai dormito?»
La fanciulla aggrottò la fronte e sospirò. «Oh, mi scusi, ma è stata la notte peggiore della mia vita! Mi sono girata e rigirata tutto il tempo, qualcosa mi premeva sotto la schiena e stamattina mi sono svegliata tutta indolenzita. Credo di avere lividi dappertutto!» La regina sorrise. Solo una vera principessa, con la pelle delicata come la seta e i sensi così fini, poteva sentire un piccolo pisello attraverso tutti quei materassi e piumini. Una ragazza qualunque avrebbe dormito come un ghiro e non si sarebbe lamentata di niente.
«Tu sei una vera principessa!» esclamò felice la regina. Il principe, che aveva ascoltato tutto, guardò la fanciulla. Anche se era ancora un po’ spettinata per la tempesta, si accorse di quanto fosse bella e di quanto fosse dolce. Senza esitare le chiese di sposarlo e lei, sorridendo, disse di sì. Presto si celebrarono nozze magnifiche, e festeggiarono tutti, al castello e nei paesi vicini. E il pisello? Fu messo nel museo del castello, come prova che le principesse vere esistono.
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